All’età di ventun anni ho lasciato il fidanzato del liceo e sono partita per Oxford, sarei dovuta stare un mese, rimasi sei. Prima del mio ritorno scrissi ai miei genitori una lettera in cui dicevo che in qui mesi avevo scoperto cose di me che non sapevo di essere e che per questo non sarei ritornata alla mia vita precedente, non avrei permesso nemmeno a loro di farmi cambiare idea. Così tornata in Italia sono andata a vivere a Roma, sebbene i miei avessero provato ingenuamente a convincermi a restare a casa, proponendomi di comprare una utilitaria tutta per me. Quel trend di scoperte e rivoluzioni, sarebbe continuato per un bel pò, fino ai 28 anni almeno, quando credendo di aver incontrato il principe azzurro siamo andati a vivere insieme. Nel frattempo cominciavo a lavorare facendo cose molto belle, eppure nè lavoro, nè fidanzato sono serviti a darmi la felicità, anzi. Il principe azzurro è scomparso e i lavori hanno cominciato ad essere tanti, troppi, sempre nuovi. I miei trent’anni perciò sono stati completamente dedicati a mettere a posto tutto quello che fino a vent’anni avevo creduto vero e che durante i venti avevo capito non esserlo. A quarant’anni, oggi, finalmente mi godo la vita.

Per questo rimango stupita quando pubblicità e eventi dedicati, propongono alle donne di avere 20 anni. Perchè?

A vent’anni si è onnipotenti, io ricordo che sentivo di avere una mano gigante che mi spingeva a fare cose che agli occhi degli altri parevano assuurde. Eppure non rimpiango nulla, e non vorrei tornare indietro. Quaranta, cinquanta, sessanta sono anni che hanno un potere che invece ripensare ai ventanni non può darci: il potere del presente. Oggi io posso dare forma alla mia vita, oggi ho dalla mia il potere di essere qui e ora, quello di alzarmi per fare una valigia e partire, oppure scivere questo post e dare suono alla mia voce. La melanconia del passato non ha mai ispirato nessuno a cambiare il mondo, anzi avvilisce, toglie energie e distoglie dal presente che invece è la più inebriante delle età.

Le donne, gli uomini, insieme o singolarmente sono i veri creatori della realtà che abitiamo, più uomini e donne si danno alla creazione del presente più saremo felici, soddisfatti, e appagati.

Cosa volete fare? fatelo ora.

Cosa volete dire? Ditelo adesso.

Dove volete andare? Cercate subito quanto costa il biglietto, che aspettate.

Io ora sono felice. E per fortuna, non ho più vent’anni.